Lenzuolo matrimoniale con due federe — lino-cotone, ricamo bianco su bianco con accenti in filo giallo, Italia prima metà del '900 — cm 242×270, federe cm 80×46
Lenzuolo matrimoniale con due federe — lino-cotone, ricamo bianco su bianco con accenti in filo giallo, Italia prima metà del '900 — cm 242×270, federe cm 80×46
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C'è una logica precisa nel corredo di inizio Novecento: il lenzuolo non era solo biancheria, era documento. Attestava la cura di chi lo aveva eseguito, la qualità del filo scelto, le ore di lavoro silenzioso che nessun inventario avrebbe potuto quantificare. Un lenzuolo ricamato a mano era — nella cultura borghese del tempo — la forma più discreta di lusso.
Questo pezzo appartiene a quella tradizione con evidenza tecnica. Il supporto in misto lino-cotone ha una trama compatta ma non rigida, con la mano tipica dei tessuti da corredo del primo Novecento prodotti nel centro-nord Italia: non il lino d'Olanda puro dei corredi aristocratici, ma una qualità solidamente borghese, pensata per durare generazioni.
Il ricamo che lo attraversa è una composizione naturalistica a mazzo libero — rose, campanule, spighe di grano, edera, ramoscelli fioriti — costruita con una tecnica mista di notevole complessità. Non si tratta di un ricamo uniforme: ogni elemento ha la propria resa tecnica. I petali principali delle rose e delle campanule sono eseguiti in punto piatto imbottito, con uno strato di rilievo sottostante che conferisce volume e ombra. I centri di alcuni fiori sono in point de reprise — il punto tela circolare a intreccio — riconoscibile dalla micro-trama tessuta a mano che simula un tessuto dentro il tessuto. I grappoli di bacche e i piccoli elementi di riempimento sono in granito, eseguiti in French knots serrati. Le spighe e alcuni rametti seguono il punto treccia a spighetta. La broderie anglaise — con i suoi forellini a occhiello orlati — compare sui petali laterali, creando contrasti di luce e trasparenza.
Il dettaglio che distingue questo esemplare dalla produzione corrente dell'epoca è l'uso di un filo in tono giallo al centro di alcuni fiori: una scelta cromatica calibrata che rompe la monocromia del bianco senza sovvertirla, aggiungendo profondità e calore alla composizione. Nella biancheria da corredo dell'Italia centro-settentrionale di inizio secolo, questo tipo di accento era riservato ai pezzi di qualità più elevata.
Le federe, in coppia, riprendono lo stesso schema decorativo su scala ridotta, con composizioni di ramoscelli e fiori in punto piatto e granito distribuite con equilibrio sul campo.
Manifattura e materiali
- Tessuto: misto lino-cotone, trama compatta, colore avorio naturale
- Ricamo: eseguito interamente a mano, tecnica mista — punto piatto imbottito, point de reprise, broderie anglaise, granito (French knots), punto spighetta
- Filo ricamo: cotone bianco con accenti in filo giallo al centro dei fiori principali
- Produzione: Italia, prima metà del XX secolo, manifattura da corredo
- Condizioni: ottime, nessun difetto, colore uniforme
Caratteristiche distintive
- Composizione a mazzo naturalistico con almeno cinque tecniche di ricamo distinte sovrapposte
- Rilievo sotto i petali dei fiori principali: volume ottenuto con imbottitura sottostante, non con punti in rilievo libero
- Accenti in filo giallo al centro di alcuni fiori — dettaglio esecutivo che segnala una committenza di qualità superiore alla media della produzione seriale dell'epoca
- Point de reprise visibile: tecnica che richiede padronanza del disegno geometrico a mano libera
- Corredo completo: lenzuolo matrimoniale con due federe abbinate dello stesso lavoro
- Nessun intervento di restauro visibile, nessuna macchia
Misure
- Lenzuolo: cm 242×270
- Federe (coppia): cm 80×46 cad.

