Il rame: falsi miti e consigli di pulizia

E’ uno dei simboli delle cucine del passato, elemento indispensabile per ogni massaia , aggiungeva calore non solo alle preparazioni ma con il suo colore inconfondibile. Stiamo parlando del rame: l’unico, insieme all’oro, metallo colorato esistente in natura

Considerato, erroneamente, molto delicato è caduto un po’ in disuso nonostante sia uno dei metalli che conducono meglio il calore e quindi strumento perfetto per molte preparazioni, dai risotti ai budini.

Se siete appassionate di arte non potrete non aver notato che in moltissimi quadri di natura morta il rame era un elemento immancabile.

Il suo declino è probabilmente dovuto all’erronea convinzione che sia difficile da pulire.

Niente di più sbagliato

 Sfatiamo innanzitutto molti falsi miti.



Il rame non si rovina facilmente e può durare molti anni, addirittura secoli. La patina verde che si forma se esposto alle intemperie è solo una protezione che non lo intacca. Basterà quindi pulirlo per farlo tornare all’antico splendore.

Gli utensili di rame, stampi o pentole, presentano all’interno uno strato di stagno o di acciaio , per quelli più recenti, per evitare che la patina verde, cancerogena, possa formarsi a contatto con i cibi specialmente quelli acidi.

E’ quindi importante, nel caso si vogliano utilizzare, controllare che questo strato sia intatto.

 E ora veniamo alla pulizia. Molti sono i rimedi della nonna che sono stati tramandati.

Il primo grande alleato è l’aceto bianco. Potrete usarlo puro  o leggermente diluito con acqua da passare su tutta la superficie con un panno di cotone.

Per le macchie più ostinate potete preparare una pasta di bicarbonato aggiungendo pochissima acqua alla polvere e creando un impacco da lasciar agire per un po’.

Vi suggerisco anche di provare a strofinare la superficie con sale grosso e aceto oppure sale grosso e succo di limone.

 

Pochi semplici ingredienti per un risultato garantito.

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